{"id":2127,"date":"2022-01-21T11:10:15","date_gmt":"2022-01-21T11:10:15","guid":{"rendered":"https:\/\/aryans38.sg-host.com\/?p=2127"},"modified":"2022-02-09T10:58:42","modified_gmt":"2022-02-09T10:58:42","slug":"alla-scoperta-di-caltanissetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/casalespina.com\/en\/alla-scoperta-di-caltanissetta\/","title":{"rendered":"Alla scoperta di Caltanissetta"},"content":{"rendered":"<p>Caltanissetta, considerata l\u2019ombelico della Sicilia, si trova in una vallata sormontata dai colli Sant\u2019Anna, San Giuliano, e poggio Sant\u2019Elia. Molti la ricordano perch\u00e9 \u00e8 qui che nel 1868 si distill\u00f2 per la prima volta il famoso amaro Averna. A partire dal 1923 a seguito della morte di Francesco Averna, l\u2019azienda pass\u00f2 in mano alla moglie Anna Maria Ceresia, che guidandola negli anni difficili delle grandi guerre ne divenne un brillantissimo esempio di imprenditoria femminile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Caltanissetta racchiude tanta storia e pregiate architetture.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-storia-di-caltanissetta\">LA STORIA DI CALTANISSETTA<\/h3>\n\n\n\n<p>I primi abitanti furono i Sicani nel XIX sec.a.C. L\u2019attuale citt\u00e0 fu fondata durante il periodo islamico nel X sec. Poi, feudo dei Normanni. Nel 1405 divenne dominio dei Moncada di Patern\u00f2 fino al 1812, quando assunse l\u2019appellativo di \u201ccapitale mondiale dello zolfo\u201d per i vasti giacimenti e l\u2019attivit\u00e0 estrattiva. Il nome deriva dall\u2019arabo Qalat-an-nissan, \u201cil castello delle donne\u201d, come riporta il geografo arabo Idrisi. Non perch\u00e9 il castello fosse un harem, ma perch\u00e9 i contadini a causa della lontananza dalle coltivazioni, erano costretti a lunghi periodi lontani dal castello dove abitavano e \u00a0la gestione ne veniva affidata alle donne. Il castello \u00e8 quello di Pietrarossa, oggi solo ruderi di torri , dove leggenda racconta che vi nacque sua maest\u00e0 \u201cil cannolo\u201d, il dolce siciliano pi\u00f9 famoso nel mondo. Vi si giunge attraversando il quartiere Arabo, chiamato Quartiere degli Angeli. Una citt\u00e0 nella citt\u00e0, un ritrovarsi in atmosfere antiche, con i suoi vicoli stretti, lastricati, le caratteristiche case arabe con cortile interno, i dammusi.<br>\u00a0Il castello c\u2019\u00e8 chi lo fa risalire all\u2019epoca greca, chi ai Sicani. Sicuramente era imponente, tra i pi\u00f9 grandi di Sicilia, per come si vede in una ricostruzione plastica esposta a Siviglia. All\u2019interno delle sue mura, \u201cMurra di l\u2019Ancili\u201d tanti accadimenti storici. Durante il periodo aragonese vi ospit\u00f2 anche tre Parlamenti generali Siciliani. Accanto, la chiesa di S. Maria degli Angeli detta \u201c la Vetere\u201d del XIII sec.. Sconsacrata, vuota all\u2019interno, con un portale normanno\/svevo a sesto acuto, con fregi in arenaria.\u00a0<br>All\u2019interno del quartiere anche la chiesa di San Domenico con il convento dei Domenicani. Fu la prima chiesa costruita all\u2019arrivo dei Moncada Patern\u00f2. Al suo interno il seicentesco dipinto della Madonna del Rosario del Paladini in cui sono ritratti anche i figli del conte Francesco Moncada. \u00a0Ed ancora \u00a0la chiesa di San Francesco ed il Santuario del Signore della Citt\u00e0 dove \u00e8 conservato \u00a0il \u201cCristo Nero\u201d che il Venerdi Santo viene portato, per secolare consuetudine, in processione per tutto il centro storico sotto un \u00a0baldacchino d\u2019oro massiccio. Si tratta di un Crocifisso in legno d\u2019ebano. Soprannominato \u201cil Signore della citt\u00e0\u201d perch\u00e9 Patrono fino al 1625. Trovato da due \u201cfogliamari\u201d \u2013 raccoglitori di verdure selvatiche &#8211; \u00e8 diventato scuro per il fumo dei ceri offerti dai fedeli \u00a0nel corso dei secoli. E\u2019 la processione pi\u00f9 sentita in citt\u00e0, con migliaia di fedeli che fanno ala al passaggio, rivolgendo preghiere e \u00a0\u201clamintanze\u201d.<br>Risalendo lungo c.so Vitt. Emanuele II, ricco di palazzi nobiliari, si arriva a piazza Garibaldi, il centro della citt\u00e0. In essa confluiscono e si incrociano c.so Vitt. Emanuele II e c.so Umberto I che delimitano i quattro antichi quartieri \u00a0del centro storico. Da pochi anni lastricata in basole di pietra lavica. Al centro la fontana bronzea del \u201cTritone\u201d realizzata da Michele Tripisciano nel 1890. Da un lato la seicentesca Chiesa di Santa Maria \u201cla Nova\u201d che nel 1625 con l\u2019apparizione di S. Michele Arcangelo al frate Giarratana e la miracolosa liberazione dalla peste, assunse anche il titolo di San \u00a0Michele , essendo questi divenuto il Patrono della citt\u00e0. La porta centrale \u00e8 sormontata da una cornice retta da due colonne. Due campanili. La navata centrale interamente affrescata dal fiammingo Borremans nel 1720. Con una curiosit\u00e0 : Fra i Santi e gli Angeli degli affreschi, un curioso personaggio dalla chioma rossa e \u2026..gli occhiali. Lungo le navate laterali la statua lignea dell\u2019Immacolata del 1760, e quella di S. Michele del 1625, e le due state marmoree di San Gabriele e San Raffaele del 1753. Nell\u2019abside un coro ligneo, un organo del seicento e nella cappella del S.S. Sacramento una recente ma splendida vetrata policroma. Di fronte, la chiesa di San Sebastiano. Sorta nel \u2018500, fu pi\u00f9 volte modificata. Colpisce la facciata in parte rossa ed in parte blu, su cui spicca il bianco delle finiture architettoniche, e delle colonne dai tre ordini classici, dorico, ionico,corinzio, delle bifore e delle nicchie con le statue del Biancardi.<br>Dall\u2019altro lato, risalendo c.so Umberto, al culmine di una scalinata, la chiesa di S. Agata al Collegio. Un vero gioiello architettonico. La pi\u00f9 bella della citt\u00e0. Costruita nel 1600 \u00e8 contigua all\u2019ex Collegio dei Gesuiti oggi biblioteca Comunale dove sono conservati manoscritti di inestimabile valore. La facciata della chiesa \u00e8 un\u2019alternanza di marmo, tufo, ed intonaco rosso. Il portale bianco del Marabitti, in contrasto con i colori della facciata. La controfacciata interna con la cantoria ed un monumentale organo, delimitata da una balaustra a colonnine in marmo. Ma \u00e8 tutto l\u2019interno un tripudio di marmi policromi, stucchi. Il soffitto affrescato si caratterizza per la tecnica del \u201ctetto sfondato\u201d che fa apparire la struttura ancora pi\u00f9 alta rispetto alla realt\u00e0, dipinto con una prospettiva dal basso verso l\u2019alto. Splendide le cappelle di Sant\u2019Ignazio, San Nicol\u00f2, San Francesco Saverio. Dietro l\u2019altare l\u2019affresco del Martirio di S. Agata racchiuso in una cornice di marmo nero. Nelle nicchie laterali le settecentesche statue in marmo dell\u2019Immacolata Concezione e S. Michele. Altre chiese e monasteri nel centro cittadino testimoniano la grandezza e la ricchezza della citt\u00e0 ai tempi dei Moncada. Santa Croce, dove \u00e8 conservato il Crocifisso della pietra. Un sasso ritrovato dai contadini nel 1660 dove \u00e8 visibile un Crocifisso e da allora consacrato, e conservato come una reliquia. A pochi passi da piazza Garibaldi, percorrendo le tante stradine che la circondano si arriva al suggestivo mercato storico \u201cStrada \u2018a Foglia\u201d Dal 1882 colorato mercato pieno di bancarelle per la vendita di prodotti alimentari e gastronomici tipici ed ortofrutta.\u00a0<br>Appena fuori l\u2019abitato la pi\u00f9 antica chiesa nissena, l\u2019Abazia di Santo Spirito. Voluta dal Gran Conte Ruggero, fu realizzata su un antico casale arabo e consacrata nel 1153. Al suo interno un bellissimo fonte battesimale, un coro del 1877 e diversi affreschi alle pareti. Il pi\u00f9 prezioso \u201cil Crocifisso dello Staglio\u201d. Vi \u00e8 conservata un\u2019urna del I secolo con le ceneri di Diadumeno, \u00a0liberto di Tito Flavio Cesare e proprietario del fondo dove fu costruita l\u2019abazia.Tanti i musei. Il Museo Mineralogico, Paleontologico e della zolfara, il museo Diocesano, il museo d\u2019Arte Contemporanea, ricavato nei locali sotterranei di un rifugio antiaereo della 2\u00b0 guerra mondiale, ed il museo Archeologico, ricco di reperti provenienti dai vicini siti di Gibil Gabib e Sabucina a pochi chilometri dal centro storico, dove sono stati ritrovati ambienti con ceramiche, utensili, vasi, statue di divinit\u00e0 provenienti da insediamenti del XX sec a.C. e dal parco archeologico di Palmintelli, questo addirittura in pieno centro cittadino.<br>Un antico detto siciliano dice che le tre meraviglie sicule sono \u201cu monti\u201d (l\u2019Etna), \u201cu Fonti\u201d ( la fonte Aretusa) e \u201cu Ponti\u201d (quello di Capodarso a Caltanissetta). La struttura originaria \u00e8 del 1553. Voluto da Carlo V , come ponte \u00a0pedonale. Tra il 1842 ed il 1848 vi furono aggiunti due archi con l\u2019allargamento per il passaggio dei carri. Distrutto nel \u201843 dai tedeschi in ritirata, fu ricostruito nel \u201844. \u00a0 \u00a0 Intorno la Riserva naturale integrata del lago Sfondato e quella di Monte Capodarso e valle Imera meridionale. Autentici polmoni verdi al centro della Sicilia, di notevole interesse geologico ed idrologico ricche come sono di corsi d\u2019acqua fluviali salati, stagni, laghetti. Ricchissime di flora e fauna .\u00a0Visibile da tutta la citt\u00e0, l\u2019antenna del radiotrasmettitore. Con i suoi 286 metri, \u00e8 la struttura pi\u00f9 alta d\u2019Italia, posta in cima alla collina di Sant&#8217;Anna. Ormai fa parte della archeologia radiofonica e per questo acquistata dal Comune che l\u2019ha comprata dalla Rai e conta di realizzarvi intorno un parco.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: &#8220;Sicilia poco conosciuta&#8221; &#8211; rubrica a cura di Alberto Cuccia.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caltanissetta, considerata l\u2019ombelico della Sicilia, si trova in una vallata sormontata dai colli Sant\u2019Anna, San Giuliano, e poggio Sant\u2019Elia. Molti la ricordano perch\u00e9 \u00e8 qui che nel 1868 si distill\u00f2 per la prima volta il famoso amaro Averna. 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